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Il gruppo di artisti trentini "La Cerchia" è un'associazione di artisti trentini nata per promuovere in Italia e nel Mondo l'arte trentina. Un'arte che si nutre e si rafforza del confronto fra le diversità espressive dei suoi componenti, sia con la recente storia che con il dinamico presente in cui sono immerse.

L'associazione nasce a Pergine il 15 gennaio del 1986, su iniziativa di Mariano Fracalossi (1923-2004). Un sodalizio a cui hanno contribuito negli anni di attività grandi maestri dell’arte trentina del secondo Novecento, fra cui i compianti Remo Wolf (1912-2009), Carlo Bonacina (1905-2001), Silvano Nebl (1934-1991), Marco Bertoldi (1911-1999), Cirillo Grott (1937-1990), Cesarina Seppi (1919-2006), Alberto Graziadei (1907-1995), Lino Lorenzin (1921-1996) e naturalmente il fondatore Mariano Fracalossi.

 

Il gruppo oggi ha sede a Trento ed è composto con l'anno 2018 da quindici artisti: Luisa Bifulco, Carla CaldonazziPaolo Dalponte, Bruno Degasperi, Domenico Ferrari, Adriano Fracalossi, Tullio Gasperi, Annalisa Lenzi, Silvio Magnini, Gianni Mascotti, Pierluigi Negriolli, Roberto Piazza, Giorgio Tomasi, Ilario Tomasi ed Elisa Zeni.

 


Mostra degli artisti

 dal 07 dicembre 2018 al 30 aprile 2019

 
“Querti de Casalina” di Adriano Fracalossi

"EGNANT - La forza di un paese"


Opere del gruppo di artisti trentini La Cerchia

 

Polo Culturale

Vermiglio - TN

 

orari lun-sab
09:00 >>12:00

15:00>>18:00
chiuso la domenica

Il gruppo artisti trentini La Cerchia, in collaborazione col Comune di Vermiglio, è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra “Engnant”, presso il Polo Culturale di Vermiglio il giorno venerdì 7 dicembre alle ore 20.30. La rassegna sarà presentata da Elisabetta Doniselli e la serata sarà arricchita da un intervento musicale degli “Armonici Cantori Solandri”.

Engnant significa, nella parlata locale, andiamo avanti: la  mostra, infatti, vuole evocare  gli anni successivi alla prima guerra mondiale, in cui Vermiglio trova la forza e la caparbietà per ripartire. Sono anni in cui, per quanto possibile, si cerca di elaborare un lutto che è sia collettivo che individuale. E’ il momento in cui il sollievo per il ritorno dalla deportazione si scontra con la visione di un paese devastato e distrutto; è un rientro amaro in cui, per così dire, non c’è tempo per pensare e bisogna darsi subito da fare, in cui la comunità mostrerà tutta la sua capacità di reagire e, appunto, andare avanti.

E’ una condizione materiale e uno stato d’animo che gli artisti del gruppo hanno evocato in vario modo e ciascuno secondo una propria e originale  impostazione stilistica: se nelle acqueforti di D. Ferrari  il richiamo è ancora al trauma della guerra appena conclusa, in L. Bifulco, A. Fracalossi e I. Tomasi la scena è quella del paese con le sue architetture con un richiamo implicito al tessuto sociale di chi lo abita, un riferimento che, mediato da una sensibilità più contemporanea, appare evidente anche nell’opera di A. Lenzi. In C. Caldonazzi,  B. Degasperi , S. Magnini, e P. Negriolli troviamo rappresentata soprattutto la natura e il lavoro nei campi come indice di una ritrovata condizione attiva , di un legame dell’uomo col proprio ambiente. Mentre, per finire, in P. Dalponte, G. Mascotti, R. Piazza e E. Zeni  le immagini, pur nella varietà delle soluzioni e delle tecniche, la modalità espressiva si fa allegorica e simbolica.

In conclusione va ricordato che questa mostra de La Cerchia completa il percorso iniziato qualche anno fa con “Vermiglio 1915 - 2015: L’esodo”, rassegna dedicata alla deportazione degli abitanti del paese a Mitterndorf (Austria).

L’esposizione rimarrà aperta, presso il Polo Culturale di Vermiglio, fino al 30 aprile 2019.