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Il Gruppo di artisti trentini de “La Cerchia” festeggia

i 25 anni di attività – 1986-2011 – con la mostra

Un tempo nell’arte”

(di Angelo Siciliano)

 

Son passati 25 anni dall’anno di fondazione del sodalizio “La Cerchia” di Trento. E sono l’arco di vita di un giovane, che s’avvia a varcare la soglia della prima maturità personale.

L’associazione, pensata a Pergine Valsugana da un gruppo di artisti, nasceva ufficialmente con la stesura dello Statuto, il 15 gennaio 1986, e debuttava con un’esposizione nella trattoria ‘Vecchia Pergine’. Ora si appresta a festeggiare la ricorrenza del 25° della propria fondazione con la mostra d’arte collettiva, “Un tempo nell’arte”, come ha fatto in tanti anni passati insieme, attraversando bonacce e tempeste che il fare arte comporta. Soprattutto quando ci si doveva confrontare, talvolta anche duramente, con chi gestisce gli spazi espositivi pubblici e la politica dell’arte a livello locale.

Tra i diversi gruppi artistici e sindacati d’arte operanti in Trentino nel XX secolo, “La Cerchia” è l’unico superstite. Ma tanti suoi componenti – Marco Bertoldi, Carlo Bonacina, Mariano Fracalossi, Alberto Graziadei, Cirillo Grott, Lino Lorenzin, Silvano Nebl, Cesarina Seppi e Remo Wolf – che hanno profuso negli anni linfa ed energie creative, non sono più tra noi. Tutti importanti, e, pur astenendosi dal fare graduatorie di merito o di valori, Mariano Fracalossi, tra l’altro fondatore e titolare della Galleria d’Arte moderna “Fogolino”, in cui ancora passano con le loro mostre artisti locali e nazionali, era certamente il “cavaliere”, che, lancia in resta, quando era giunta l’ora suonava la carica e guidava il gruppo nella rivendicazione dei propri diritti. A loro va il pensiero degli amici appassionati d’arte e quello dei compagni di strada. E restano le loro opere, il ricordo del loro impegno nel fare arte e l’esempio che hanno dato lasciando poi il testimone ai più giovani che, negli anni, sono entrati a far parte del gruppo, integrandosi e sommando altra passione, entusiasmo e contributi di idee.

Sono i 15 artisti ancora attivi – Marco Berlanda, Carla Caldonazzi, Livio Conta, Paolo Dalponte, Francesco Damonte, Bruno Degasperi, Domenico Ferrari, Adriano Fracalossi, Tullio Gasperi, Carlo Girardi, Pierluigi Negriolli, Annamaria Rossi Zen, Giorgio Tomasi, Ilario Tomasi ed Elisa Zeni – a volere questa mostra collettiva. Ma, come è loro costume, gli amici passati nell’Aldilà saranno presenti in mostra con alcune loro opere.

Un sodalizio, quello de “La Cerchia”, che ha tenuto negli anni tante collettive tematiche e non si è limitato ad operare in Trentino, ma, grazie a gemellaggi e scambi di mostre, ha esposto, oltre che in Italia, anche in Messico, Cile, Spagna e Germania. E tuttavia, i singoli artisti non hanno smarrito la propria identità né rinunciato, quando si sentivano pronti, a esporre fuori dal gruppo, proponendosi al pubblico con delle mostre personali. E se è vero che, nel rispetto di tutte le personalità, hanno convissuto e ancora convivono nel gruppo tecniche, stili ed estetiche differenti, dalla pittura alla scultura e all’incisione, dal figurativo al näif, all’informale e all’astratto, tuttavia esso conserva una riconoscibilità identitaria e la fedeltà allo spirito costitutivo di 25 anni fa, che non rifugge da una gradevole convivialità. Univoci permangono la filosofia di vita e l’orientamento che l’hanno sempre contraddistinto. L’urgenza del fare arte travalica le problematiche di una società complessa e globalizzata come l’attuale, le difficoltà finanziarie che di certo non risparmiano gli artisti, l’attenzione scarsa o di sufficienza dei media in occasione delle mostre, il disinteresse di un pubblico pervaso, distratto e abbagliato, nella civiltà dei consumi, dalle immagini elaborate al computer e diffuse dai network e dal web, che presta sempre meno attenzione all’arte fatta secondo i canoni tradizionali, col conforto di un mestiere consolidatosi in una vita dedicata all’arte, che è garanzia di qualità delle opere nell’approdo della trasfigurazione estetica.

Sfogliando i cataloghi, delle tante mostre allestite negli anni, si riscontrano le firme di coloro che ne hanno attestato criticamente il cammino: Gian Pacher, Renzo Francescotti, Marialuisa Gilli, Aldo Nardi, Franco M. Ciardi, Angelo Siciliano, Simonetta Agostini, Carlo Maria Struffi, Tiziano Daprà, Carlos Moncada Ochoa, Giovanna Nicoletti, Por Valentina Cox Vial, Giacomo Anderle, Giuseppe Bartolucci, Luigi Serravalli, Ricardo Andarondo, Von Jürgen Schuh, Por Mappy Carrillo, E. Doniselli, Ana Fontes, Fiorenzo Degasperi, Paolo Rizzi, Franco De Battaglia, Mario Cossali, Paolo Ghezzi, Alessandro Franceschini, Milena Di Camillo, Maurizio Tomasi e Maurizio Scudiero.

Ogni collettiva, nel catalogo è preceduta quasi sempre da un’autopresentazione de “La Cerchia” o da un articolo a firma di Mariano Fracalossi o Lino Lorenzin. E non si tratta di scritti autoreferenziali, ma di idee e programmi sul fare arte, esternati in vista della mostra.

Il periodico Arte & Arte, diretto da Aldo Nardi e il cui primo numero uscì nel giugno 1988, fu la voce del gruppo nei primi anni Novanta del Novecento. E soprattutto una palestra di idee, confronti, polemiche e anche di qualche provocazione verso l’establishment dell’arte. Ricordo Ernesto Piccardo, che si prodigava nella ricerca degli sponsor per permetterne la pubblicazione.

Personalmente, che in quegli anni ero nella “Federazione artisti trentini”, come segretario, e contemporaneamente collaboravo con la D’Ars di Milano per le sue mostre a Trento, ho sempre guardato con attenzione all’attività del Gruppo “La Cerchia”. Ed è proprio come collaboratore della D’Ars di Milano che, il 31 dicembre 1990, sul quotidiano L’Adige di Trento, usciva il mio articolo, Una mostra degli artisti de “La Cerchia” che tende al soprannaturale, sulla collettiva “Omaggio a S. Romedio”, di 12 artisti de “La Cerchia”, le cui opere furono prima esposte, durante le festività di Natale, nell’allora esistente Galleria 9 Colonne Spe, in via Cavour di Trento, e poi nell’eremo di S. Romedio, cui furono donate dagli artisti. Ma questa non è che una delle tante volte, in cui il Gruppo “La Cerchia” si è cimentato con tematiche sacre.

A me toccò l’onore di presentare, a Palazzo Geremia, il 19 ottobre 1996, la collettiva per il 10° anniversario della fondazione de “La Cerchia”, cui seguiva il giorno seguente, al piano superiore del Palazzo, un convegno sull’arte, organizzato per l’occasione e presieduto dal critico veneziano Paolo Rizzi. Ma le prove le avevo fatte un paio di anni prima, nell’allora Sala provinciale di via Malpaga, in cui presentai una mostra de “La Cerchia” per il gemellaggio con un folto gruppo di artisti marchigiani. E, in seguito, all’inizio del novembre 2001, al Palazzo della Regione di Trento intervenivo per la presentazione di una collettiva de “La Cerchia”, in cui erano ospiti alcuni artisti messicani dello Stato di Sonora, terra in cui lasciò un segno indelebile il missionario gesuita ed esploratore trentino, padre Eusebio Francesco Chini (Segno-Tn, 1645 – Magdalena, 1711), noto in terra di missione – gli Stati di Sonora e Arizona – come padre Kino, grande difensore dei diritti degli indios. E serpeggiava, quella sera, più di un cupo presentimento, per quello che sarebbe avvenuto poi nel mondo, dopo l’abbattimento delle Torri Gemelle di New York, l’11 settembre 2001, da parte dei terroristi islamici, che provocò 2976 vittime. Poi, nel 2007, la mia presentazione in catalogo per una nuova mostra, “Altrove – non è un luogo”, di 16 artisti de “La Cerchia” a Magdalena de Kino, in Messico. Era ancora vivo Remo Wolf (Trento, 1912 – 2009), festeggiato in Messico con una mostra personale. Nel 2010 recensivo la mostra de “La Cerchia”, “Omaggio a Remo Wolf – Nel segno di Villon” nella Galleria “Fogolino” di Trento. In passato, omaggi analoghi erano andati agli amici artisti Cirillo Grott, Silvano Nebl, Mariano Fracalossi e Cesarina Seppi.

Nel 2006, senza Mariano Fracalossi, scomparso due anni prima, “La Cerchia” festeggiava venti anni di attività con la collettiva “La Cerchia e la città”, nella città tedesca di Kempten e poi a Trento. Ora, che c’è il festeggiamento per i 25 anni, la vita comunque va avanti. E anche “La Cerchia” prosegue il suo cammino, per tappe successive, senza forzature come ha fatto finora. Anche se qualche interrogativo inevitabilmente fa capolino, soprattutto a riguardo del ricambio generazionale – meno giovani si dedicano alle arti figurative rispetto al passato – e dei destinatari. Sembrerebbero, costoro, sempre più refrattari alle offerte d’arte, che non siano le mostre-evento, promosse dagli enti preposti alla celebrazione dell’arte, che attraggono masse di visitatori.

Comunque vada, per l’artista “spazio e tempo” restano riferimenti imprescindibili. Se la superficie di una tela o di un foglio di carta, su cui si estrinseca l’opera d’arte, è lo spicchio di spazio in cui l’artista si gioca la trasfigurazione di un dato reale o virtuale, e il tempo è una sequela di eventi in una successione di istanti, per lui è sufficiente cogliere l’istante, e dilatarlo, per rappresentare il proprio “evento” come opera d’arte.

(Questo è fruibile nel sito www.angelosiciliano.com).

 

Zell, 14 luglio 2011 Angelo Siciliano